• Slave per RFTide

    L'FT1083K è una scheda che permette di utilizzare rapidamente i moduli RFTide come unità Slave, ma può fungere anche da Master; essa contiene un modulo RFTide a 5V, uno stadio di alimentazione, due ingressi digitali GPIN0 e GPIN1 in logica positiva (il contatto di chiusura è connesso tra l’ingresso e +5V), due uscite digitali di tipo ON/OFF a relé ed il pin GPOUT0 che può essere configurato come uscita PWM.
    Questo circuito è pensato per essere cablato direttamente ad interruttori e finecorsa e, tramite due relé, può comandare direttamente piccoli motori a bassa tensione; comunque, aggiungendo esternamente dei relé di potenza, è possibile gestire carichi di potenza, anche a 230 Vac.
     

    Slave per RFTide

    33,9990 27,1992 IVA inclusa

    Disponibile (ordinabile)

  • Modulo wireless XTR-WiFi a 2.4 GHz

    Il modulo XTR-WiFi è una interfaccia Wi-Fi a 2,4 GHz progettata per collegare una rete Aurel RFTide®, o un dispositivo generico dotato di porta seriale o SPI, ad un host remoto via TCP/IP sfruttando Access Point e infrastrutture standard 802.
    Caratteristiche
    Integrazione Client e Server TCP
    Apprendimento dei parametri di connessione mediante App per Android e iOs
    Antenna 2.
    Interfaccia utente TTL-RS232 o SPI
    Applicazioni
    Wi-Fi domestico
    Internet of Things
    Energy management
    Home & Building automation
    Telecomunicazioni M2M
    Monitoraggio medicale
    Documentazioni e link utili
    ShortForm
    Manuale

    Modulo wireless XTR-WiFi a 2.4 GHz

    28,9999 IVA inclusa

    Disponibile (ordinabile)

  • MODULO RFTIDE TRANSCEIVER 3V

    Modulo ricetrasmettitore a 868 MHz, con una sensibilità in ricezione di -100dB ed una potenza di trasmissione di +7dB.
    La rete RFTide™
    Costituita da dispositivi Master che inviano i comandi (i quali possono essere comandi di acquisizione dati o esecuzione di operazioni), da altri che ne formano i nodi o End Device; i comandi possono essere inviati dall’apposito telecomando Aurel, ovvero da altri sistemi di trasmissione interfacciati con smartphone o PC.
    Gli Slave o End Device sono unità di vario genere che possono attivare utilizzatori elettrici mediante relé, ovvero acquisire dati riguardanti la misura di temperatura o altre informazioni da sensori.
     
     
    L’elemento principale di una rete RFTide è un dispositivo Master, cui possono essere associati tanti nodi (Slave); la procedura di abbinamento è semplicissima e simile a quella di apprendimento dei dispositivi basati sull’encoder rolling-code HCS creato da Microchip per l’impiego nel comando a distanza via radio.
    Ripetendo questa procedura per tutti i nodi, si crea la rete.
    RFTide permette di far operare più reti nello stesso ambiente senza che esse si disturbino a vicenda; ciò perché ciascuna rete è identificata da un codice univoco (Network ID) di 4 byte, che durante l’abbinamento dei dispositivi Slave viene memorizzato nella memoria non volatile di questi ultimi.
     
     
    APPLICAZIONI
    I dispositivi che realizzano la rete wireless di Aurel trovano applicazione in svariati campi, sebbene il sistema sia nato essenzialmente per essere integrato nella domotica, quindi per realizzare controlli globali degli utilizzatori elettrici di casa (illuminazione ecc.
    Sempre il Gateway, permette di realizzare una rete wireless PAN che monitorizza l’attività ed il consumo dei vari utilizzatori elettrici e che può interagire con gli elettrodomestici intelligenti, ricetrasmettendone i dati ed eventualmente collegandosi ad interruttori digitali che possono controllarne l’attività in funzione delle fasce orarie che garantiscono il maggior risparmio.
    Comunque nulla vieta di impiegare l’RFTide come semplice (si fa per dire) comando a distanza per gestire utilizzatori domestici; in questo caso si avrà a disposizione un radiocomando un po’ più flessibile ed evoluto del classico sistema TX/RX chiuso su se stesso.
    UNITÀ MASTER
    I Master sono quelli che impartiscono i comandi; il principale è il telecomando Aurel (Remote Control) progettato per impartire comandi di attivazione di vari utilizzatori diretti ad unità Slave e quindi pensato per la domotica o il comando di tapparelle motorizzate, illuminazione, elettroserrature ecc.
    Master può anche essere un Personal Computer o uno Smartphone, purché “introdotto” nella rete mediante un Gateway: quest’ultimo dispositivo è una sorta di traslatore dei comandi sulla rete RFTide e dei dati in arrivo verso PC o Smartphone.
    Il Gateway trova applicazione in sistemi decisamente più articolati e complessi del semplice comando a distanza: ad esempio nella telemetria e nel monitoraggio di ambienti, nel controllo dei consumi energetici (in questo caso permette di acquisire i consumi e inserire o disinserire utilizzatori collegati alla rete elettrica) nella gestione del condizionamento e del riscaldamento (permette di acquisire i dati su temperatura e umidità nell’ambiente e governare l’attività di caldaie, pompe di calore ecc.
    Il Gateway va, insomma, usato quando nella RFTide si voglia inserire un computer o uno smartphone o altro dispositivo a microprocessore; consente altresì di affacciare una rete RFTide sul web e quindi di realizzare soluzioni di telegestione e web-based.
    Finora abbiamo parlato di Gateway in senso generale, però a questo punto va precisato che esistono due tipi di Gateway: uno è un dongle USB, mentre l’altro è una Raspberry Pi opportunamente programmata per funzionare da interfaccia di rete ethernet.
    Il Gateway USB non è altro che un transceiver, ossia un’unità Slave abbinata ad un convertitore seriale/USB e programmata per funzionare semplicemente da UART via radio; permette di affacciare direttamente sulla rete RFTide qualsiasi dispositivo (computer, ecc.
    Quanto al Gateway ethernet, è una Raspberry abbinata ad un Gateway USB: in pratica è programmata per funzionare da ponte da e verso l’ethernet, ma, non avendo alcuna interfaccia RF, necessita del dongle USB per introdursi ed operare via radio nella rete RFTide.
    L’unità Master Remote Control è un vero e proprio telecomando dotato di pulsanti per inviare comandi e per avviare la procedura di abbinamento delle unità Slave: sul pannello frontale riporta un tasto per selezionare l’attuatore e tre per impartire i comandi, oltre ad una fila di LED che segnalano lo stato degli attuatori; sul retro c’è il pulsante con cui si avvia la procedura di abbinamento agli Slave.
    Quanto ai LED, la fila segnala qual è il canale selezionato cui si trasmette il comando, mentre esiste anche un LED a più colori in grado di segnalare lo stato assunto dall’attuatore collegato allo Slave cui è stato inviato un comando.
    In una rete RFTide ci possono essere più dispositivi Remote Control; ogni Remote Control può entrare in una rete RFTide semplicemente apprendendo il codice del telecomando esistente: basta avviare l’apposita procedura sui due Remote Control.
    Il telecomando è un dispositivo di comando bidirezionale, nel senso comandi provenienti dal Master, tuttavia va notata una particolarità: lo Slave può funzionare anche da ponte.
    Gli Slave, oltre ad essere dei ricetrasmettitori fanno da ponte e quindi permettono di realizzare reti ben più estese della massima distanza coperta dal segnale radio trasmesso dai Master o dagli Slave stessi; gli Slave formano quindi una rete mesh.
    Quando sulla rete viaggia un comando, solo il nodo Slave destinatario risponderà eseguendo l’operazione richiesta ed eventualmente trasmettendo i dati richiesti.
    Lo Slave si alimenta tipicamente a 3,3 V (ma esiste anche in versione a 5 V) ed assorbe pochissimo: appena 33 mA in trasmissione e 10 mA in ricezione; prevede una modalità di Standby nel quale si colloca automaticamente una volta eseguito il comando e si risveglia da essa quando riceve l’apposito comando di wake-up.
    UNITÀ SLAVE
    Lo Slave è un transceiver, quindi può sia ricevere comandi che deve trasformare in azioni locali, sia, dietro comando di richiesta di acquisizione da parte di un’unità Master, inviare dati di stato di sensori eventualmente collegati ad esso.
    Ogni unità Slave dispone di uno stadio RF sintonizzato sugli 868 MHz capace di una sensibilità in ricezione di ben -100 dB ed una potenza in trasmissione di +7 dB.
    Gli Slave, oltre ad essere dei ricetrasmettitori fanno da ponte e quindi permettono di realizzare reti ben più estese della massima distanza coperta dal segnale radio trasmesso dai Master o dagli Slave stessi; gli Slave formano quindi una rete mesh.
    Quando sulla rete viaggia un comando, solo il nodo Slave destinatario risponderà eseguendo l’operazione richiesta ed eventualmente trasmettendo i dati richiesti.
    Lo Slave si alimenta tipicamente a 3,3 V (ma esiste anche in versione a 5 V) ed assorbe pochissimo: appena 33 mA in trasmissione e 10 mA in ricezione; prevede una modalità di Standby nel quale si colloca automaticamente una volta eseguito il comando e si risveglia da essa quando riceve l’apposito comando di wake-up.
    Per funzionare in una rete e ricevere i comandi in arrivo da un Gateway o da un Remote Control, ciascuno Slave va abbinato mediante una semplice procedura: basta premere l’apposito pulsante di apprendimento collegato al suo piedino 7 ed il tasto Program sul Remote Control (dal Gateway occorre impartire il comando di Learning).
    Una particolarità dei moduli Slave è che prevedono già tre differenti profili di funzionamento grazie ai quali possono essere facilmente usati in determinate applicazioni standard:
    • MOTOR profile; è il profilo che permette il controllo di un motore bidirezionale e l’acquisizione, tramite gli input digitali, dei segnali di due eventuali fine corsa;
    • PWM profile; con questo profilo un’uscita dello Slave genera un segnale PWM grazie al quale può gestire (tramite adeguati driver di potenza) lampade o motori elettrici in continua;
    • Wireless metering profile; in questa modalità il nodo periodicamente invia al Master dei dati letti dalla porta seriale, i quali possono essere l’acquisizione di sensori o rilevatori di grandezze elettriche.
    RIPETITORI
    Anche detti Wall-Repeater, sono dei nodi che ricevono il segnale radio e lo ritrasmettono; in altre parole sono dei nodi non intelligenti e si distinguono dagli Slave per il fatto che ritrasmettono i segnali che ricevono senza fare distinzioni.
    Il ripetitore non va chiuso in contenitori metallici o messo a ridosso di ampi piani metallici, che ne influenzerebbero la diffusione dei segnali radio; ciò vale anche per le unità Slave.
    Anche lo Slave è in teoria un ripetitore, ma usarlo come tale sarebbe improprio, perché il ripetitore è fatto per questa funzione ed allo scopo funziona a 220 V in modo da operare in stand-alone.
    CARATTERISTICHE TECNICHE
    Frequenza: 868.
    Modulazione: FSK
    Larghezza di banda RF: 60 kHz
    Potenza RF in uscita: 7 dBm
    Sensibilità RX: -100 dBm
    Alimentazione: da 2,7 a 3,6 Vdc
    Consumo di corrente:
    – TX ON: 33 mA (max)
    – RX ON: 10 mA (max)
    – in stand-by: 0,2 – 4 µA
    Dimensioni: 38,6 x 18,2 x 2 mm

    MODULO RFTIDE TRANSCEIVER 3V

    21,9990 IVA inclusa

    Disponibile (ordinabile)

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