Scopriamo Arduino UNO Q, la scheda dual-brain che unisce Linux e controllo real-time portando il “blink” nell’era dell’AI.
A vent’anni dal primo Arduino UNO, la comunità dei maker torna a vivere la magia dell’innovazione con Arduino UNO Q, una scheda che unisce le radici opensource del progetto con le tecnologie più avanzate di Qualcomm. L’annuncio del 7 ottobre 2025, in concomitanza con l’accordo di acquisizione di Arduino da parte di Qualcomm Technologies, segna l’inizio di una nuova era (Fig. 1).

La prima versione di UNO aveva portato l’elettronica a portata di chiunque, grazie all’esempio “blink” che faceva lampeggiare un LED. Con Arduino UNO Q l’ambizione cresce: il motto ‘from blink to think’ racchiude il passaggio da un semplice microcontrollore a una piattaforma ibrida capace di eseguire sistemi Linux, elaborare algoritmi di intelligenza artificiale e gestire contemporaneamente il controllo in tempo reale. È un dispositivo pensato per studenti, maker, ricercatori e aziende che vogliono passare rapidamente dal prototipo al prodotto grazie a un unico strumento. Arduino UNO Q viene definito “dual brain” perché integra due cervelli distinti (Fig. 2).

Il primo è il Qualcomm Dragonwing QRB2210, un processore quadcore Arm CortexA53 a 2 GHz con GPU Adreno e doppi processori di immagine (ISP) che supportano flussi video fino a 25 MP a 30 fps. Questo microprocessore (MPU) gira un sistema operativo Debian Linux con supporto upstream e può gestire applicazioni complesse, grafica 3D, visione artificiale e interfacce utente avanzate. Il secondo cervello è lo STM32U585, un microcontrollore Arm CortexM33 a 160 MHz dotato di 2 MB di Flash e 786 KB di SRAM. Quest’ultimo esegue l’Arduino Core basato su Zephyr OS e garantisce la reattività necessaria per il controllo in tempo reale, le letture di sensori e la generazione di segnali PWM o CAN. L’integrazione tra Linux e microcontrollore è frutto di una precisa scelta progettuale: la libreria Bridge implementa un livello RPC (Remote Procedure Call) che permette ai due processori di comunicare e condividere risorse in modo efficiente (Fig. 3). Grazie a questa architettura, uno sketch Arduino può delegare al sistema Linux l’esecuzione di algoritmi complessi di visione o di rete, mentre un’applicazione Python in Linux può accedere in tempo reale alle periferiche del microcontrollore. Questa sinergia rende la scheda ideale per progetti di Edge AI, robotica e dispositivi connessi. Inoltre, Arduino UNO Q mantiene il fattore di forma classico di Arduino UNO (68,58 × 53,34 mm), garantendo la piena compatibilità con milioni di shield e accessori già esistenti, e offrendo così un ecosistema davvero unico (Fig. 4).


La presentazione del 2025 ha messo in luce anche la forte visione educativa e comunitaria alla base del progetto. Fabio Violante, CEO di Arduino, ha sottolineato che l’ingresso nell’universo Qualcomm Technologies rappresenta un’evoluzione naturale, che permetterà di ampliare le possibilità della piattaforma senza tradirne i valori fondamentali di apertura, semplicità e spirito di comunità. L’obiettivo, ha spiegato, è quello di potenziare l’impegno verso l’accessibilità e l’innovazione, offrendo strumenti sempre più potenti ma intuitivi, capaci di rendere l’intelligenza artificiale alla portata di tutti. Massimo Banzi ha aggiunto che questa nuova fase rinnova la missione originaria di Arduino: diffondere la conoscenza tecnologica e l’entusiasmo per la creazione, con strumenti che uniscono potenza, facilità d’uso e libertà di sperimentazione. Arduino UNO Q incarna perfettamente questa visione, con un prezzo competitivo e caratteristiche tecniche degne di un mini-PC, ma con la stessa immediatezza che ha reso celebre il primo Arduino.
Hardware
Architettura duale
La caratteristica distintiva di Arduino UNO Q è la sua architettura duale. I due processori sono montati sulla stessa scheda e comunicano tramite la libreria Bridge.
La MPU Qualcomm QRB2210 esegue Debian Linux e offre:
- CPU quad-core Arm Cortex-A53 a 2 GHz con GPU Adreno 702 (845 MHz);
- due ISP che gestiscono due flussi video fino a 13 MP o un sensore da 25 MP, ideale per algoritmi di visione;
- porta USB 3.1 con role switching e DisplayPort Alt Mode tramite il bridge ANX7625, consentendo di collegare monitor e periferiche USB contemporaneamente;
- supporto per MIPI-CSI-2 e MIPI-DSI tramite il connettore JMEDIA, per telecamere e display ad alta velocità.
Il microcontrollore STM32U585 fornisce:
- Core Arm CortexM33 fino a 160 MHz con 2 MB di Flash e 786 KB di SRAM;
- GPIO a 3,3 V con supporto per SPI, I²C, UART, PWM e CAN sui connettori JDIGITAL e JANALOG;
- gestione dell’LED matrix 8 × 13 (104 pixel), del CAN bus, del PWM e dei timer;
- due LED RGB controllati dal microcontrollore, affiancati da altri due controllati dalla MPU.
Memoria e varianti
Arduino UNO Q viene offerto in due versioni:
- 2GB di RAM e eMMC da 16GB
- 4GB di RAM e eMMC da 32GB
La memoria LPDDR4X e l’eMMC integrata consentono di eseguire Linux e le applicazioni senza ricorrere a schede SD esterne, garantendo un sistema compatto e affidabile. Le versioni con 4 GB di RAM e 32 GB di eMMC offrono un’esperienza da vero single-board computer, ideale per utilizzare Arduino App Lab (Fig. 5) in modalità stand-alone e per gestire progetti complessi che richiedono maggiore spazio e fluidità. Anche la variante con 2 GB di RAM e 16 GB di eMMC è perfettamente in grado di funzionare come SBC, ma risulta più adatta a sviluppo leggero, prototipi o utilizzi didattici, dove le risorse richieste dal sistema operativo e dalle applicazioni non sono eccessive. Nei progetti più impegnativi, la differenza di prestazioni si avverte soprattutto nella velocità di caricamento delle app e nella gestione simultanea di più processi.


Connettività e periferiche
Arduino UNO Q mette a disposizione una ricca dotazione di connettori, bus di espansione e interfacce digitali, divisi tra lato superiore e lato inferiore della scheda.
Questo consente di collegare display, sensori, telecamere, periferiche audio, dispositivi I²C, SPI o CAN, e naturalmente le classiche shield UNO, mantenendo piena compatibilità meccanica con l’ampio ecosistema hardware e software Arduino, ideale per prototipi, esperimenti e applicazioni avanzate.
Lato Superiore
Il lato superiore della scheda ospita la maggior parte dei connettori di espansione e gli header compatibili con il fattore di forma Arduino UNO, inclusi i pin digitali, analogici e di alimentazione (Fig. 6).

JDIGITAL (18 pin, 3,3 V):
- Compatibile con i pin digitali standard D0–D13 di Arduino UNO.
- Espone GPIO gestiti dal microcontrollore.
- Supporta funzioni come: SPI2, UART1, CAN2, PWM, GPIO generici.
- I pin sono tolleranti ai 5 V come ingressi ma emettono segnali a 3,3 V.
JANALOG (14 pin, 3,3 V):
- Compatibile con i pin A0–A5 di Arduino UNO.
- Include ingressi analogici, DAC, OPAMP, SPI3, I²C3, ingressi differenziali.
- I pin A0 e A1 non sono tolleranti ai 5 V: la tensione massima è 3,3 V.
JSPI (6 pin, 3,3 V logici):
- Header SPI dedicato: MOSI, MISO, SCK, Reset, GND, +5 V.
- Compatibile con shield che richiedono connessione a SPI centrale.
- Le linee sono condivise con SPI2 su JDIGITAL ma non possono essere usate simultaneamente come bus separati.
Header compatibili Arduino UNO:
- Disposizione identica al layout classico UNO per alimentazione, GND, IOREF, AREF, Reset.
- Alimentazione su pin VIN, 5V, 3V3, GND, con compatibilità elettrica completa.
- Questo garantisce retrocompatibilità meccanica con la maggior parte degli shield.
Qwiic connector (3,3 V):
- Permette il collegamento diretto di moduli I²C compatibili (Modulino, sensori SparkFun) senza saldature.
- Usa il bus I²C2 condiviso con i pin SDA/SCL del microcontrollore.
Connettore USB-C multifunzione:
- Alimentazione 5 V / 3 A con negoziazione Power Delivery.
- Supporto a Role Switching e DisplayPort Alt Mode (tramite ANX7625).
- Trasferimento dati USB 3.1, video e alimentazione tramite un unico cavo.
Indicatori e interfaccia utente:
- LED matrix 8×13 (104 pixel) programmabile.
- 4 LED RGB: due controllati dalla MPU, due dalla MCU.
- LED di stato alimentazione (verde).
- Pulsante Power per accensione e reset.
Lato Inferiore
Il lato inferiore ospita connettori ad alta densità e segnali avanzati, principalmente dedicati a periferiche multimediali, audio, interfacce industriali e debug (Fig. 7).

JMEDIA (60 pin, 1,8 V):
- Connettore video e sensori ad alta velocità.
- Supporta:
- MIPI-CSI-2 per fotocamere duali o fino a 25 MP.
- MIPI-DSI per display ad alta risoluzione.
- Clock e doppio bus CCI (I²C) per la configurazione dei sensori.
- Alimentazioni a 1,8 V e 3,3 V per dispositivi esterni.
JMISC (60 pin, misto 1,8 V / 3,3 V):
- Porta multifunzione per segnali speciali e audio.
- Include:
- SDMMC1 per supporto schede SD o storage secondario.
- PSSI (Parallel Serial Streaming Interface) per trasmissioni video o dati ad alta velocità.
- TRACE per debug avanzato via CoreSight.
- I²C4 (alternativo a quelli esposti sopra).
- Interfacce audio analogiche: microfono in, linea in, uscita cuffie.
- Linee GPIO aggiuntive a 1,8 V / 3,3 V.
- Rail di alimentazione 5 V, 3,3 V, 1,8 V per periferiche esterne.
JCTL (10 pin, 1,8 V):
- Porta di controllo e debug.
- Espone:
- SE4 UART (console seriale per system shell).
- Boot mode, wake, reset.
- GPIO dedicati alla gestione di avvio e flashing.
- Attenzione: tutti i segnali operano a 1,8 V.
Questa organizzazione modulare consente ad Arduino UNO Q di soddisfare le esigenze di prototipazione, sviluppo embedded, intelligenza artificiale, robotica e multimedialità avanzata.
Gestione della potenza

Arduino UNO Q supporta due ingressi di alimentazione: USB-C e VIN (Fig. 8). Il connettore USB-C VBUS accetta 5 V e negozia tramite USB Power Delivery un contratto 5 V/3 A, senza richiedere profili a tensione superiore. Il pin VIN (DC IN) accetta tensioni tra 7 e 24 V e alimenta la scheda attraverso un convertitore stepdown. Entrambe le sorgenti sono combinate tramite un diodo-OR sul bus di sistema 5V_SYS. Da questo nodo vengono generate le tensioni di 3,8 V, 3,3 V e 1,8 V, mediante convertitori buck e LDO. Il circuito integrato di gestione dell’alimentazione (PMIC PM4125) utilizza 5V_SYS per generare il rail a 1,8 V, necessario per le linee del SoC e per i convertitori di livello. Le specifiche consigliate raccomandano un alimentatore da 5 V/3 A per evitare cali di tensione durante picchi di consumo, ad esempio quando il WiFi o il display richiedono potenza. Il range consigliato per il rail 3,3 V va da 3,1 a 3,5 V, mentre la temperatura operativa va da −10 °C a +60 °C. Quando si utilizza VIN a 7–24 V, è opportuno un alimentatore che possa garantire la corrente richiesta a 5 V e cavi corti per minimizzare le cadute di tensione.
Interfaccia utente e indicatori
Arduino UNO Q presenta un’interfaccia utente immediata. Il LED matrix 8 × 13 blu (104 pixel) visualizza il logo durante l’avvio per circa 20–30 secondi e può essere programmata via firmware (Fig. 9). I quattro LED RGB permettono di creare feedback luminosi; due sono controllati dal sistema Linux e due dal microcontrollore. Il LED di alimentazione verde segnala quando la scheda è alimentata.

Software: Arduino App Lab
Arduino UNO Q è la prima scheda a supportare Arduino App Lab, un ambiente di sviluppo integrato (IDE) che riunisce in un’unica piattaforma la programmazione di sketch Arduino, script Python e applicazioni Linux isolate in container. Secondo la documentazione ufficiale, App Lab permette di combinare in modo fluido codice Arduino, Python e modelli di intelligenza artificiale racchiusi in ambienti dedicati, gestiti da un’unica interfaccia (Fig. 10). La piattaforma, già installata sulla scheda, offre:
- Esperienza di sviluppo unificata: da un’unica finestra si possono scrivere programmi per il microcontrollore, script Python per il sistema Linux e orchestrare container Docker;
- Arduino Apps e Bricks: esempi completi e blocchi plugandplay che accelerano la prototipazione; i Bricks consentono di aggiungere funzioni, come riconoscimento di immagini o rilevamento di anomalie, senza scrivere codice complesso;
- Modelli AI precaricati: App Lab include modelli AI per riconoscimento di oggetti, di persone, classificazione di immagini, rilevamento di anomalie e riconoscimento di parole. Inoltre, l’integrazione con la piattaforma Edge Impulse permette di addestrare e perfezionare modelli;
- Compatibilità con Arduino IDE e cloud: nonostante App Lab offra un nuovo flusso di lavoro, l’IDE Arduino 2.x rimane disponibile per programmare solo il microcontrollore, e il supporto Arduino Cloud consente la gestione remota.
L’IDE App Lab può essere eseguito direttamente sulla scheda (modalità singleboard computer) o sul computer dell’utente (modalità PC). La versione desktop è scaricabile per Windows 10+, macOS 11+ e Linux (Ubuntu 22.04 o Debian Trixie), mentre la versione onboard è preinstallata.

Sviluppo ibrido
Il flusso di lavoro su Arduino UNO Q è pensato per sfruttare entrambe le anime della scheda. Uno sviluppatore può, ad esempio, scrivere uno sketch che legge un sensore sul microcontrollore e invia i dati alla parte Linux tramite Bridge. In Linux, uno script Python o un container possono elaborare i dati usando librerie come OpenCV o TensorFlow Lite. Il risultato (ad esempio il riconoscimento di un gesto) può essere inviato al microcontrollore che comanda motori o LED. L’ambiente Arduino App Lab semplifica questo processo orchestrando la compilazione, l’upload e l’esecuzione dei vari componenti. Gli utenti che preferiscono un approccio tradizionale possono continuare a usare Arduino IDE 2 per programmare la sezione MCU. Le librerie Arduino esistenti sono pienamente compatibili, e la community sta già adattando shield e progetti al nuovo hardware. Per applicazioni Linux, la presenza di Debian con supporto upstream permette di utilizzare apt per installare pacchetti, configurare servizi di rete, eseguire server web o database, e creare soluzioni complete di IoT e edge computing.
Aggiornamenti e accesso avanzato
Uno dei punti di forza di Arduino UNO Q è la sua struttura aperta e completamente gestibile anche a livello di sistema. Il sistema operativo Linux Debian è preinstallato e riceve aggiornamenti automatici over-the-air, ma per gli utenti più esperti è disponibile anche una procedura ufficiale per ripristinare o reinstallare completamente l’immagine del sistema. Questa operazione consente di riportare la scheda alle condizioni iniziali o di installare una versione aggiornata del sistema, utilizzando un semplice strumento a riga di comando. È una funzione pensata soprattutto per chi vuole sperimentare in profondità o mantenere il proprio ambiente sempre perfettamente pulito e aggiornato. Allo stesso modo, Arduino UNO Q consente di accedere al sistema operativo attraverso la connessione SSH (Secure Shell), attivata automaticamente durante la prima configurazione. Questa possibilità permette di entrare nella shell Linux della scheda per installare pacchetti, copiare file o gestire servizi da terminale, proprio come su un normale computer. Tutti i passaggi – dalla configurazione iniziale alla connessione remota – sono illustrati in modo chiaro nella documentazione ufficiale, che accompagna l’utente passo dopo passo. In questo modo, Arduino mantiene fede alla sua filosofia: offrire un dispositivo potente e versatile, semplice per chi vuole iniziare, ma profondo e completamente controllabile per chi desidera andare oltre la programmazione di base.
Utilizzo: modalità SBC e PC-hosted
Configurazione come singleboard computer (SBC)

Arduino UNO Q può trasformarsi in un vero singleboard computer collegando monitor, tastiera e mouse (Fig. 11 a sinistra). Grazie alla porta USB-C con Role Switching e DisplayPort Alt Mode, la scheda può fornire alimentazione, uscita video e dati contemporaneamente. Per configurarla servono:
- Arduino UNO Q;
- Cavo USB-C;
- Dongle o hub USB-C multiporta con alimentazione esterna e porte per HDMI/DisplayPort, tastiera e mouse. È consigliabile evitare i dongle Apple perché non supportano correttamente la negoziazione di potenza;
- Un alimentatore esterno da 5 V / 3 A collegato alla porta del dongle.
Dopo aver collegato il dongle, la scheda rileva automaticamente monitor, tastiera e mouse, e avvia Debian Linux. L’interfaccia grafica di App Lab viene eseguita localmente, consentendo di programmare direttamente sulla scheda. È possibile aprire un browser, installare pacchetti con apt, eseguire script Python e interagire con lo sketch del microcontrollore attraverso Bridge. L’esperienza è simile a quella di un miniPC e, per questo motivo, il tutorial suggerisce la variante da 4 GB di RAM per prestazioni ottimali. Nel caso in cui l’utente preferisca mantenere l’hardware minimalista, Arduino UNO Q può essere controllato tramite rete usando il Network Mode.
App Lab sul PC rileva la scheda sulla rete locale e si collega in remoto, lasciando il monitor fisico facoltativo. Questa modalità consente di sviluppare e testare applicazioni in parallelo e risulta comoda per laboratori didattici e ambienti condivisi.
Modalità PC-hosted
Quando non si dispone di un monitor oppure si desidera sfruttare la potenza di elaborazione di un computer più performante, è possibile utilizzare la modalità PC-hosted (Fig. 11 a destra). In questo caso, Arduino UNO Q si collega al PC tramite un semplice cavo USB-C e App Lab viene eseguito direttamente sul computer.
La scheda si comporta come un bersaglio remoto: esegue sketch, script Python e container, mentre l’interfaccia utente e i file sorgente risiedono sulla macchina dell’utente. Questa modalità consente di ridurre i costi hardware — non è necessario un hub multiporta — e offre il vantaggio di un editor a schermo intero.
Grazie alla connessione USB-C, è inoltre possibile esporre sia la porta seriale per la console Arduino, sia la porta di debug JTAG (tramite JCTL).
Manutenzione e aggiornamenti del sistema
Per mantenere il sistema aggiornato, Arduino consiglia di eseguire regolarmente gli aggiornamenti tramite App Lab o apt in Debian. In caso di anomalie persistenti, si può ricorrere alla procedura di flashing descritta nella sezione Software. Inoltre, è possibile monitorare il consumo energetico e le temperature attraverso i sensori integrati esposti dal kernel Linux, e impostare script per lo spegnimento sicuro in caso di sovratemperatura.

Esempi applicativi e ambiti d’uso
L’unione di un processore Linux con GPU e di un microcontrollore realtime apre scenari completamente nuovi per la piattaforma UNO. Le applicazioni suggerite dal datasheet includono prototipazione rapida di strumenti di visione, chioschi intelligenti, robot autonomi, dispositivi educativi, domotica e giochi. Eccone alcuni esempi:
- Edge AI e machine vision: grazie agli ISP e alla GPU integrata, Arduino UNO Q può eseguire modelli di classificazione di immagini, rilevamento di persone o analisi di movimento in tempo reale. I dati possono essere elaborati in Python o tramite container con TensorFlow Lite, mentre il microcontrollore controlla hardware esterno.
- Robotica e automazione: le linee GPIO a 3,3 V e il bus CAN permettono di collegare driver di motori, sensori di posizione e attuatori. La comunicazione Bridge consente al processore Linux di gestire algoritmi di navigazione e al microcontrollore di eseguire il controllo a bassa latenza.
- Dispositivi consumer e IoT: la disponibilità di audio analogico, DisplayPort e connessioni ad alta velocità rende possibile costruire smart speaker con riconoscimento vocale, telecamere domestiche con riconoscimento facciale o termostati intelligenti con interfaccia grafica.
- Didattica e STEM: Arduino UNO Q costituisce un laboratorio portatile per insegnare Linux, programmazione in C/C++ e Python, robotica, intelligenza artificiale e comunicazioni wireless. L’IDE App Lab e gli esempi integrati riducono la curva di apprendimento e permettono di realizzare rapidamente progetti tangibili.
Conclusioni
Arduino UNO Q rappresenta un punto di svolta nel panorama delle board educative e di prototipazione. Con un design che unisce un processore quadcore capace di eseguire Debian Linux e un microcontrollore ad alte prestazioni, la scheda offre potenza di calcolo, controllo in tempo reale e intelligenza artificiale in un unico dispositivo.
Le caratteristiche hardware – memoria, WiFi 5 e Bluetooth 5.1, uscita video DisplayPort, header compatibili con gli shield UNO, LED matrix e Qwiic connector – la rendono una piattaforma versatile. Dal punto di vista software, Arduino App Lab introduce un paradigma di sviluppo unificato che consente di combinare sketch, Python e container AI senza discontinuità. La scheda è pensata per essere sia un singleboard computer standalone, collegato a monitor e tastiera, sia un modulo da collegare al PC per sfruttarne la comodità. Gli utenti possono aggiornare il sistema operativo tramite un flasher ufficiale, con la consapevolezza che l’OS Debian è regolarmente mantenuto.
La possibilità di accedere via SSH e di controllare il microcontrollore con l’IDE tradizionale garantisce flessibilità per tutti i livelli di esperienza. In definitiva, Arduino UNO Q porta lo spirito di Arduino nel futuro: un dispositivo che non si limita a far lampeggiare un LED, ma che pensa, apprende e interagisce con il mondo. Per chi cerca una piattaforma che unisca la semplicità e l’apertura dell’ecosistema Arduino con la potenza del computing moderno, Arduino UNO Q è la naturale evoluzione.


